Il Terzo Programma e il controllo geodetico del Veneto

Motivazioni del progetto

La Regione del Veneto con la L.R. 16.7.1976 n. 29, ha da tempo dato avvio all’attività di “Formazione della Carta Tecnica Regionale”, per dare attuazione alle finalità previste dalla Legge,si è proceduto attraverso strumenti operativi (1°e 2° programma cartografico) che hanno consentito la realizzazione della CTR e successivi aggiornamenti a copertura dell’intero territorio regionale.

Più di recente, con l’approvazione del Terzo Programma (deliberazione della Giunta Regionale n 2591 del 08.08.2003) l’attività cartografica, oltre a continuare nel precipuo compito di formazione ed aggiornamento della cartografia, si è sviluppata in una nuova logica di strutturazione delle banche dati territoriali idonee per la creazione dei Database geografici e verso l’attuazione del Sistema Informativo Territoriale (SIT).

Tra le diverse azioni previste dal Programma, risulta di particolare interesse lo sviluppo di iniziative progettuali, anche in relazione alle nuove tecnologie, in materia di misura e controllo del territorio; in particolare, il Capitolo 10, denominato “Le nuove indicazioni scientifiche”, evidenzia la necessità di fornire indirizzi e risposte scientifiche adeguate alle questione inerenti la rappresentazione cartografica della Regione.

La cartografia del Veneto, come previsto nelle "Norme proposte per la formazione di Carte Tecniche alle scale 1:5000 e 1:10000" elaborate dalla Commissione Geodetica Italiana nel 1973, è inquadrata nella rappresentazione conforme di Gauss, inquadrata nel reticolato geografico del sistema di riferimento ED 50 (European Datum 1950) ed utilizza le coordinate del Sistema nazionale Gauss-Boaga corrispondenti al fuso Ovest (da 6° a 12° ad Est di Greenwich) ed al fuso Est (da 12° a 18° ad Est di Greenwich): siffatta suddivisione comporta conseguentemente una difficoltà nella gestione integrata dei dati e delle informazioni territoriali presenti nei sistemi informativi che invece richiedono una rappresentazione senza soluzione di continuità.

Appare opportuno inoltre evidenziare che le misure satellitari, oggi, non rappresentano più soltanto uno strumento settoriale gestito da tecnici specializzati, ma hanno avuto una vasta e capillare diffusione e utilizzo in moltissimi settori produttivi coinvolgendo, anche direttamente, aspetti ed applicazioni di quotidiana consuetudine (esempio i sistemi di navigazione satellitare automobilistica, car navigation). In questo articolato quadro di usi ed applicazioni scientifiche e tecniche, di sofisticate tecnologiche hardware e software, emerge l’importanza di dover omogeneizzare l’enorme mole di dati secondo parametri standardizzati e condivisi. E’ noto infatti che il sistema di riferimento (datum), utilizzato dai ricevitori GPS, denominato WGS84, (modello matematico della Terra da un punto di vista geometrico, geodetico e gravitazionale) risulta diverso dall’ellissoide internazionale (Hayford 1909) attualmente utilizzato nella cartografia: il cambio di datum tra i dati cartografici già acquisiti nel sistema Roma 40 e quelli derivati dalle determinazioni spaziali satellitari GPS, comporta alcune problematiche dovute alla gestione delle relative banche dati geografiche, che possono trovare un’efficace soluzione nell’attivazione di capaci e funzionali algoritmi di conversione.

Nel 3° Programma per dare una risposta a queste problematiche, sono state previste tre specifiche azioni quali:

A. la predisposizione nel WebGIS degli archivi informatizzati dei dati geodetici storici regionali;

B. l’acquisizione dell'algoritmo di conversione tra i diversi datum utilizzato dall'IGM;

C. il coordinamento della rete regionale delle stazioni fisse GPS.

In relazione ai primi due punti si osserva che il WebGIS della Regione è già attivo e da tempo l’utenza pubblica e privata ha a disposizione, in rete, l’intero patrimonio di dati cartografici e geo-topografici regionali fin qui prodotti. Sono stati inoltre attivati accordi con l’Istituto Geografico Militare (IGMI) per la diffusione al comparto degli Enti Locali dell’algoritmo di conversione delle coordinate geo cartografiche.

La terza azione prevede il coordinamento della rete regionale delle stazioni permanenti GPS, oggetto del presente progetto, iniziativa che dovrà essere attivata in relazione a due problematiche fondamentali:

1. la definizione e il rispetto di procedure di attivazione e standard di raccolta dei dati definite a livello internazionale, quale strumento scientifico di controllo del territorio;

2. l’organizzazione di un’attività di controllo efficiente ed efficace tale da garantire e semplificare le attività di misura, aumentando altresí la precisione, in quanto servizio aperto e gratuito per i tecnici ed i professionisti dei diversi settori che a vario titolo operano sul territorio.

Dopo un’accurata ricognizione è emerso che numerosi Enti territoriali hanno già attivato, in ambito locale, delle proprie stazioni fisse GPS al fine di agevolare i propri tecnici nell’attività di misura ovvero di poter disporre di dati territoriali di precisione necessari per il continuo monitoraggio del territorio: queste installazioni risultano oggi operative in diversi sotto-sistemi auto referenti e non coordinati tra loro.

La Regione, assolvendo al proprio ruolo di coordinamento territoriale, ha ritenuto fondamentale progettare e creare la rete delle stazioni permanenti del Veneto utilizzando, anche per motivi di opportunità ed economicità, le stazioni esistenti sul territorio predisposte da Enti Pubblici e/o da altri soggetti, dopo aver opportunamente valutato le caratteristiche tecnico-scientifiche, stabilendo protocolli di connessione per la gestione dei dati, e prevedendo il completamento della copertura del territorio con l’attivazione di nuove strumentazioni, ove necessario.