Lettera aperta riordino saperi

Cari Colleghi Geofisici GEO10, GEO11, GEO12, FIS06,

 

invio alcune mie considerazioni nell’ottica di un approccio unitario verso le tematiche che il MIUR e il CUN ci invitano a considerare,  riguardo eventuali accorpamenti degli SSD.

Dal riconoscimento da parte del CUN che l’SC04/A4 sarebbe stato il primo ad entrare in crisi, non mi risulta che all’interno della area Scienze della Terra sia stato fatto nulla per modificare il comportamento dei dominanti (in termini di numero di docenti-ricercatori) SC di orientamento geologico, mineralogico, petrologico negli Atenei italiani dove coesistono gli SC dell’area di Scienze della Terra. Non sono in grado di parlare di quanto avviene nell’area fisica e ingegneristica.

Per certo, credo si possa convenire che sia la riforma Berlinguer che la riforma Gelmini, hanno contribuito efficacemente a ridurre il peso della Geofisica (GEO10, GEO11, GEO12, FIS06) nelle Università: la riforma Berlinguer, con l’introduzione dei crediti e con la possibilità di nuovi corsi, ha portato all’esplosione di corsi di orientamento geologico-naturalistico a scapito di quelli geofisici di orientamento matematico-fisico-ingegneristico e la riforma Gelmini, eliminando il buffer costituito dalla Facoltà dove comunque anche i gruppi piccoli in termini di docenti-ricercatori potevano cercare di evitare di essere schiacciati trovando alleanze, ha fatto in modo che da Didattica-Ricerca, gestita all’interno dei Dipartimenti, venisse dominata di nuovo dalla componente geologico-naturalistica, che ha avuto ed ha buon gioco a ridurre e tendenzialmente ad eliminare la componente Geofisica. Questo è accaduto ed accade in quanto all’interno dei Dipartimenti tutte le risoluzioni, in termini di acquisizione di risorse etc, avvengono in modo “democratico”, dove vince la maggioranza. Visto che la maggioranza appartiene alla componente geologico-mineralogica-petrologica (non posso di nuovo parlare della situazione a Fisica e Ingegneria) che detiene la maggioranza assoluta, il risultato finale è che queste componenti dominanti stanno esplodendo, e quella Geofisica si sta riducendo, sia in termini assoluti che relativi rispetto alla componente di orientamento naturalistico.

Quale è il risultato di questa situazione? Il risultato è semplicemente che il nostro Paese si trova ora a fronteggiare una situazione nella quale nel campo della Scienze della Terra si sta perdendo la componente Geofisica, l’unica a garantire una rigorosa metodologia matematico-fisica, a livello internazionale considerata necessaria per affrontare in modo adeguato le sfide a cui un Paese si trova  quotidianamente esposto nel proprio territorio: è chiaro che l’Italia appartiene a questa categoria, sia perché soggetta ad ogni sorta di evento naturale, sia per le necessità di gestione delle risorse naturali e quanto altro.

La richiesta di adeguarci al sistema ERC per la classificazione della ricerca nell'area delle Scienze della Terra, eventualmente arricchito, penso possa rappresentare un’occasione da non perdere la per Geofisica tutta: infatti, se guardiamo i settori ERC, la Geofisica nel suo insieme contiene circa 8 settori rispetto ai 17 di Scienze della Terra, nell’allegato in giallo, mentre la Geologia-mineralogia-petrologia tutta ne conta 9 (ho diviso a metà la vulcanologia, metà a geofisica metà a geologia). I colleghi GEO11 pongono correttamente il problema della non evidenza delle proprie discipline in questi settori ERC: potrebbe intendersi che in realtà le discipline con un contenuto piò orientato verso le applicazioni siano già intese rappresentate dai settori più generali che includono anche quelle più di base, oppure abbisognano di una propria esplicita rappresentanza, ottenibile aggiungendo altri settori?  A riguardo, occorre fare attenzione al fatto che se il CUN-MIUR permetterà di allargare il numero dei settori ERC, i geologi esploderanno il loro settori, accortisi dello svantaggio rispetto alla geofisica a livello europeo, in modo esponenziale, in modo da ottenere la maggioranza numerica anche in termini di tematiche ERC “allargate”.

Evidentemente a livello Europeo la situazione all’interno di quanto viene considerato Scienze della Terra, è molto meno sfavorevole alla Geofisica rispetto a quanto sia in Italia. Non c’è da stupirsi di questa situazione a livello internazionale, in quanto si è consapevoli dell’importanza delle componente che esprime dal punto di vista metodologico, un approccio matematicamente rigoroso e predittivo.

Come si può risolvere questa evidente problematicità, che pone il nostro Paese in contrasto con la situazione a livello europeo?

I fatti dimostrano che né a livello di Ateneo, né a livello del MIUR è possibile contrastare gli effetti perversi delle votazioni “democratiche”, in quanto sia gli Atenei che il MIUR considerano i Dipartimento organi sovrani e non vogliono assolutamente entrare nelle problematiche interne dei Dipartimenti: questo comportamento pilatesco evidentemente indica che non c’è una consapevolezza della situazione nel nostro Paese, ossia che sta di fatto scomparendo la componente più adatta a gestire nel modo più moderno le problematicità riconducibili al territorio, mentre è ritenuto importante che  dal punto di vista burocratico sia tutto formalmente corretto.

Tenendo conto della situazione attuale e vista l’importanza della Geofisica tutta a livello europeo, è evidente che la Geofisica non solo dovrebbe presentarsi in modo unitario come un unico Settore Concorsuale, ma non deve assolutamente essere accorpata a nessun SSD-SC di alcuna componente geologica-mineralogica-petrologica. I motivi principali sono essenzialmente tre:

  1. Le componenti maggioritarie in termini di numero semplicemente continuerebbero non solo a riprodurre se stesse ma addirittura ad espandersi, annientando la Geofisica
  2. Le componenti geologica-mineralogica-petrologiche semplicemente ignorano la nostra metodologia fortemente matematizzante, che caratterizza la Geofisica e ne costituisce anzi il fondamento, in quanto non fa parte del bagaglio culturale del geologo
  3. Le componenti geologica-mineralogica-petrologiche non ritengono rilevante matematizzare un fenomeno che riguarda la Terra, in quanto in virtù del proprio approccio naturalistico che deriva dal punto 2) soprastante, ritengono invece che sia rilevante osservarlo, “vederlo”, descriverlo, il che è evidentemente in assoluto contrasto con quanto riteniamo noi geofisici ed evidentemente con quanto si ritiene in Europa, almeno per una parte importante dei settori ERC, particolarmente dopo circa 400 anni da Galileo.

 

Queste fondamentali problematiche dovute ai rapporti di forza interne ai Dipartimenti, a quanto accaduto nelle ultime decadi sotto gli occhi del CUN, del MIUR e degli Atenei, queste diversità culturali e scientifiche, rappresentano evidentemente il razionale che impedisce un accorpamento di SSD ed SC geofisici a SSD-SC di tipo geologico-mineralogico-petrologico.

Il semplice ipotizzare un accorpamento tra SSD-SC geofisici e geologici, a causa della drastica diminuzione di docenti geofisici anche semplicemente per formare commissioni, vorrebbe dire che sia il CUN che il MIUR al fine di mettere un rattoppo ad una situazione creatasi degli ultimi decenni a causa anche di proprie negligenze in quanto sia il CUN che il MIUR non sono stati reattivi ad una situazione che stava degenerando per la Geofisica, cercherebbero di risolvere le problematicità accorpando ciò che non è accorpabile e quindi annullando il problema semplicemente annullando la Geofisica!

Il mantenimento di un unico SC Geofisica, dove vengono accorpate le tre quattro geofisiche GEO10, GEO11, GEO12, FIS06 vuole anche dire che ciascuna componente debba sentirsi garantita verso le altre, indipendentemente sia dalla propria consistenza numerica che dalle situazioni sia locali, nei propri Dipartimenti, che nazionali. In questa ottica, devono essere risolta, quando si decida l'accorpamento tra le geofisiche, la problematica associata alle soglie, in particolare per il GEO11. E’ evidente che per esempio i candidati alle future abilitazioni dovranno competere nelle medesime condizioni e questo si può ottenere per esempio normalizzando gli IF delle riviste tra i diversi settori, in modo che le riviste di più alto IF valgano tutte 1, andando poi a vedere per ogni candidato le percentuali di pubblicazioni nelle riviste nei valori a decrescere di IF normalizzati. Al candidato saranno per esempio associate delle keyword che lo identificano in base alle proprie riviste ed expertise.

Oltre all’accorpamento tra le geofisiche e il mantenimento del SC Geofisica assolutamente non accorpato al alcun SSD-SC geologico-mineralogico-petrologico, si dovrebbe forse lavorare all’implementazione di una laurea triennale di classe Geofisica.

Data questa situazione e visto il successo che hanno ottenuto alcune Lauree di Secondo livello in Geofisica, non mi sembra che esista altra soluzione per la Geofisica tutta in Italia se non quella di costruire anche una Laurea triennale di primo livello, in modo che la componente Geofisica possa controllare appieno i contenuti formativi, che saranno ovviamente fortemente collegati alla propria attività di ricerca, in modo che garantire che anche in Scienze della Terra possa esistere in Italia una componente in grado di affrontare sia dal punto di vista di base che da quello applicativo mediante rigorose metodologie matematiche e fisiche, lasciando la componete naturalistica dominare le lauree in Scienze Geologiche. Questa Laurea triennale dovrebbe comprendere oltre che una fortissima componente fisica e matematica di base, anche le discipline fondanti della Geofisica in tutte le sue componenti.

Nella speranza di essere riuscito a portare un contributo alla discussione in vista del 16 febbraio,  

Invio i miei saluti,

Roberto Sabadini

 

Data: 
Friday, October 5, 2018 - 09:45